Eventi
Festival di poesia civile "Città di Vercelli"
ABBIAMO FATTO FESTIVAL!!!
Anche quest’anno noi del Liceo Scientifico “Avogadro” abbiamo partecipato al Festival di poesia civile “Città di Vercelli”, e anche quest’anno ci siamo distinti!
Andiamo con ordine: da un breve scritto di Noemi Savitteri di III A bilingue che era stato segnalato e premiato al Festival dell’anno scorso è stato tratto un video che, rivisto e adattato nel contesto di un’attività di laboratorio curata dall’Ufficio Stampa e Promozione del Successo Formativo dell’USP di Vercelli e gestita dal regista vercellese Matteo Bellizzi, ha a sua volta ottenuto un lusinghiero successo ed è stato premiato e presentato al Festival di quest’anno.
Inoltre è stata premiata anche la composizione di Malsha Ramawickrama (II C tc) incentrata sul tema della solitudine e dell’isolamento. La giovane poetessa ha potuto recitare la sua opera ad un pubblico formato da allievi e docenti delle scuole vercellesi riunito il 24 novembre presso l’Aula Magna della Media “Lanino”. Nella stessa occasione, Fabio Barone della IV B tc e Selma Khaled della III A bilingue hanno recitato un breve dialogo incentrato sul tema dell’attualità e del valore della poesia nel mondo contemporaneo.
Fabio e un amico, in piedi davanti ad una scrivania, sfogliano appunti.
F.: Dobbiamo riflettere sul nostro tempo, sulla società, sulla libertà, sul senso dell’esistenza…
A.: Il solito tema di attualità?
F.: Peggio: dobbiamo parlare di poesia civile!
A.: Dobbiamo scrivere in rima?
F.: No! Dobbiamo presentare al pubblico spunti di riflessione al pubblico del festival di poesia civile!
A.: Il pubblico non sa riflettere da solo?
F.: Sì. … quando spegne il televisore!
A.: Da dove cominciamo?
F.: Dalle parole dei grandi.
A.: Politici?
F.: Ma per favore! Poeti!
A.: Poeti… ma oggi la poesia cos’è? Fa audience, fa cassetta?
F.: Non molto, però è pensiero… riflessione… cultura… interpretazione del mondo…
A.: Allora ti sfido a riconoscere le parole di un poeta! Chi ha detto Il grande poeta, nello scrivere di se stesso, scrive del suo tempo?
F.: Thomas Stearns Eliot!
A.: … Mmmm, bravo!...E se ti dicoLa vera poesia può comunicare anche prima di essere capita?
F.: Sempre Thomas Stearns Eliot! Ma perché citi sempre lui?
A.: … Non so, forse perché la sua terra desolata mi sembra un buon correlativo oggettivo per definire la nostra epoca…
F.: … epoca amara: bellezza, grandezza, amore, cultura stanno morendo…
A.: …e anch’io non mi sento troppo bene…
F.: Spiritoso! E’ vecchia!
A.: … Però è vero che il mondo muore in un silenzio assordante…
F.: … muore con l’odio…
A.: … muore con la violenza…
F.: … muore con la religione diventata fanatismo…
A.: … muore con il conformismo…
F.: … muore con l’indifferenza…
A.: Possiamo fare qualcosa?
F.: Stai facendo come gli adulti: dopo aver quasi distrutto il mondo, chiedono a noi giovani come salvarlo.
A.: E noi cosa gli dobbiamo dire? Che lo salveremo noi con le nostre forze? E come? E quando?
F.: Belle domande! Non ho grandi risposte, sai, ma penso che un’ àncora di salvezza potrebbe essere il pensiero, la riflessione, la cultura…
A.: Allora ti passo un’altra citazione eccellente: Questo è il mio consiglio ai giovani: avere curiosità!
F.: Bella! Di chi è?
A.: Ezra Pound, l’autore dei Cantos!
F.: … non lo conosce quasi nessuno! Per forza, era un poeta. Oggi le parole dei poeti sono un di più: servono a passare l’esame di stato, o a rispondere a qualche quiz della televisione…
A.: Nessuno investe più nella cultura. Eppure, come diceva Yeats, Istruzione non è riempire un secchio ma accendere un fuoco…
F.: Allora ho capito tutto! Il fuoco brucia, caro mio, brucia anche l’arroganza del potere!
A.: … o l’ignoranza al potere!
Pausa di qualche secondo
F.:E così cosa dici? Al festival di poesia civile presentiamo una scelta di aforismi di grandi poeti?
A.: Credo che lo abbiamo già fatto: meglio non esagerare!
Parto
Parto,
parto da questa mia terra.
Parto per non trovare più sangue.
Parto per non provare più dolore.
Con angoscia la terrò nel cuore.
Ma ora parto,per un futuro migliore.
Noemi Savitteri, III A bilingue